Solo cose belle

Diretto da
Kristian Gianfreda

Presentato da
Sunset Produzioni
scbfestival@sunsetstudio.it
0543 090384

Paese di origine
Italia

Durata
01:27:00

“Solo cose belle” è la storia di Benedetta, una sedicenne popolare, che incontra una bizzarra casa famiglia appena trasferita nella sua piccola città di Rimini.
La casa famiglia – rumorosa e opprimente – ha un padre e una madre, un richiedente asilo appena arrivato, una ex prostituta con una figlia piccola, un giovanissimo detenuto, due ragazzi con gravi disabilità e un figlio naturale.
Benedetta, la figlia del sindaco, è costretta a confrontarsi con il suo ruolo sociale che – come scoprirà – non le piace, e con un ideale di perfezione, anche estetica, che in realtà la rende infelice. Ci porta – attraverso…

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..la sua storia d’amore con Kevin, uno dei ragazzi della casa – in un mondo ai margini, dove tutti sembrano “sbagliati” o “cattivi”, ma in realtà sono solo umani.
E poi tutta la città, che si sta preparando con passione alle imminenti elezioni comunali, viene coinvolta. Sconvolto da questo incontro e tra momenti di umorismo e dramma, balli, risate, lacrime, barchette di carta, cucina locale e sfratti, tutto culmina in un’unica difficile notte dove tutto si disfa e sembra perso.
In realtà, al di là delle scelte dei singoli, nulla sarà più come prima.

Biografia del regista – Kristian Gianfreda

Kristian Gianfreda realizza spot pubblicitari, documentari sociali e cortometraggi da vent’anni.
È la sua prima esperienza cinematografica. Portare la diversità sullo schermo è il suo lavoro: con la telecamera ha sempre cercato di rendere protagonisti i disabili, le ragazze di strada, i rifugiati, i senzatetto e gli ultimi del mondo, dandogli voce e dignità.

Dichiarazione del regista

L’espediente narrativo scelto è la storia d’amore tra Benedetta e Kevin: lei è costretta in un rigido ruolo da brava ragazza, in quanto figlia del sindaco del paese, lui così giovane ma già in carcere e poi accolta da Diana e Roberto nella casa di famiglia, dove finalmente trova un “posto giusto”. Intorno a loro, con sentimenti contrastanti, vivono la casa e il paese. Assistiamo così alla fatica dell’incontro tra due giovani molto diversi tra loro, ai conflitti che nascono dalle esperienze personali e che sono comuni a tutti gli adolescenti, al contrasto con il mondo, al non sentirsi riconosciuti nella propria identità. Il percorso che faranno – tra casa e campagna – li porterà a scelte difficili, forse inaspettate, come se si trattasse di una transizione verso una nuova dimensione. Lo spettatore si trova di fronte a un meccanismo narrativo-visivo in cui tutto, a un certo punto, sembra perso, ma poi torna magicamente al suo posto, con un tenore un po’ (ma non troppo!) sopra le righe: non un’esagerazione senza senso, nessuna forma di eccesso fine a se stesso. Ogni elemento del film è perfettamente collocato per permettere alla storia di essere ingrandita, di esplodere e ricomporsi “dalla parte del meno”. Le inquadrature sono sempre al servizio dell’evoluzione della storia e del cambiamento dei personaggi. Anche la musica – la colonna sonora è dei Bevano est – rappresenta l’idea del non luogo, un luogo fuori dalla realtà dove i materiali umani si incontrano e si toccano, in linea con il ritmo della storia. I ruoli delle persone con disabilità sono interpretati da persone realmente disabili: il film proviene dal mondo della Comunità Papa Giovanni XXIII, e per questo ne rappresenta la ricchezza e ne coglie gli aspetti più interessanti e attuali.
È pensato come strumento di diffusione dei valori di cooperazione sociale che la Comunità porta avanti, oltre che come opera artistica. Racconta le persone ai margini, e vuole renderle protagoniste, dentro e fuori dal set. Vuole davvero dare un senso alla trasformazione della diversità da ostacolo a risorsa.
Il valore del film, quindi, non si misura semplicemente in ciò che il film trasmette e lascia al pubblico una volta portato nelle sale, nei festival, nelle scuole, in televisione. Lo stesso processo produttivo è di grande importanza perché è un percorso che ha coinvolto mondi diversi che solitamente non hanno la possibilità di collaborare: attori professionisti, disabili, persone socialmente stigmatizzate, studenti delle scuole superiori, tecnici dell’industria cinematografica.
Per raccontare questo vivace e curioso backstage, nel film verrà girato un film, una documentazione del dietro le quinte che potrebbe sfociare in un documentario, fatto di incontri bizzarri dove tutti saranno al centro della scena e troveranno un senso nuovo e diverso al giusto fare.

KRISTIAN GIANFREDA – Regista, writer
ANDREA VALAGUSSA – Writer
MARCO BRAMBINI – Writer
ANDREA CALARESI – Writer
FILIPPO BRAMBILLA – Writer
MATTEO LOLLETTI – Writer
SUSANNA CIUCCI – Writer
COFFE TIME FILM – Producer
SUNSET PRODUZIONI – Producer
LUIGI NAVARRA – Key cast, “Kevin”
IDAMARIA RECATI – Key casy, “Benedetta”
GIORGIO BORGHETTI – Key cast, “Stefano Corradini”
CARLO MARIA ROSSI – Key casy, “Don Alberto”
BARBARA ABBONDANZA – Key cast, “Elvira”

Tipo di progetto: Lungometraggio

Durata: 1 ora 27 minuti

Data di completamento: 25 febbraio 2019

Budget produzione: 450,000 EUR

Paese di origine: Italia

Paese delle riprese: Italia

Lingua: Italiano

Formato: 3,2K

Rapporto: 2,0:1

Colore: Colore

Regista esordiente: Si

Progetto studente: No

Roma
Italia
8 maggio 2019
Italian Premiere